BUON PAGANELLO 2009
Cari ragazzi, dopo 6 anni filati, quest’anno non sarò al Paganello. Sarei dovuto venire un paio di giorni per jammare un po’, ma sapete quello che sta accadendo.
Sono appena tornato dal paese della mia ragazza. La salma di sua cugina è tornata da quelle parti dopo essere stata recuperata nella notte dalle macerie. La sua coinquilina era stata liberata miracolosamente giusto il giorno prima.
Guardando la Tv in questi giorni non ho fatto che piangere, un po’ come tutti gli abruzzesi. Un moto facciale istintivo che non avevo mai sperimentato sino ad oggi.
Il terremoto che ha distrutto L’aquila ha ferito tutta la regione dispensando morti con un alto indice di varietà territoriale (anche extraregionale e extranazionale).
Qui a Roseto da ieri sono arrivati circa 2000 sfollati. I più sfortunati a bordo dei pullman. Quelli più fortunati in macchine piene zeppe di cose, persone e animali. Cose racimolate in fretta e che forse non usavano tanto negli ultimi tempi. Tante facce. Diverse, questa volta dai poveri cristi che vengono dall’Albania o dal Senegal ed a cui ti senti di negare persino qualche spicciolo. Questa volta di fronte a te ci sono facce simili alla tua, e potresti quasi giurare (anzi lo sai, perché poi alla fine ci vai a parlare) che il giorno prima facevano, chi il broker, chi l’impiegato postale, chi l’operaio. Ora sono persone che oltre ad non avere il loro lavoro, non hanno nulla, e che si vergognano persino di entrare nei presidi per prendere dei vestiti usati o timidamente chiedere qualcosa da mangiare.
In questi ultimi giorni ho visto gesti di un’umanità dilagante da parte della mia gente. Dividere la propria casa, relegare una stanza a dormitorio, dividere il cibo, regalare oggetti, dividere il tempo, quello prezioso che non ci fa mai fermare, mai parlare, socializzare, riflettere..jpg)
Spero che l’entusiasmo che oggi ci fa sentire un popolo unito e fiero non si dimentichi. Se tutto si fermerà vuol dire che oggi siamo solo dei cazzoni entusiasti pompati dalla tv. L’emergenza durerà a lungo, e ci sarà bisogno di molta pazienza.
Il popolo abruzzese, parla, ascolta decide. Servono coperte….eccole….servono furgoni…eccoli…..serve alzare la voce….fatto….serve un abbraccio…il più lungo.
Ci siamo chiesti insieme agli amici se fosse il caso di fare musica, sport, feste….nei prossimi mesi di lutto dove non avremo il sostegno che abbiamo oggi in maniera debordante da tutto il mondo….
Per rispondere alla proposta: quello che si può fare col frisbee, benvenga un torneo. D’altronde si è deciso che dobbiamo integrare tra noi gli aquilani e ricominciare una vita normale. Credo che dopo un sacrosanto lutto, per metà maggio si possa fare.
Buon Paganello. Un po’ rosico. Se il terremoto fosse avvenuto in Calabria, probabilmente sarei venuto a giocare, ma qui si va nel campo dell’etica e servirebbero altri dieci post.
Riempite di bellezza e spirito del gioco il mondo.
Quando lo sport oltre ad essere tale è soprattutto un atto di sensibilità e intelligenza, come lo è il un torneo di frisbee e non una effimera evasione, non esistono problemi etici di sorta.
Vedere ‘a porta a porta’ non aiuta gli amici aquilani, ma stare assieme e vibrare all’unisono per un disco come fanno a Rimini da 18 anni, è l’atto più giusto da fare in situazioni di insicurezza e paura come quella attuale.
vogliamoci bene stando vicini e giocando con un disco che parla alla nostra anima.
Danilo Vola Vola